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Il team LOWA PRO incontra il team di sviluppo LOWA

Il primo workshop con gli atleti a Jetzendorf

Fine novembre 2015 a Jetzendorf. L’elite dell’al­pinismo tedescofono incontra il team di sviluppo LOWA al gran completo. Non manca nessuno alla riunione di feedback con gli atleti, che vede per la prima volta riuniti in un’unica sala tutti gli straor­dinari atleti del team PRO.

Competenza all’en­nesima potenza

Gli specialisti dello sviluppo LOWA della squadra “capitanata” dall’am­minis­tratore delegato di LOWA, Alex Nicolai, si presentano pieni di aspet­tative ed entusiasmo a questo meeting con i più grandi esponenti della scena alpinistica: Ines Papert, Alix von Melle, Hans Kammer­lander, Stefan Gowacz, David Göttler, Rudi Hauser e Luis Stitzinger. Un elenco di grandi nomi che equivale al gotha dell’al­pinismo.

Arthur Kudelka è il moderatore e presen­tatore dell’evento. Lui stesso è un esperto alpinista e ha già scalato alcune grandi montagne. È la persona che alla LOWA si occupa dell’as­sistenza agli atleti e in quanto respon­sabile del Servizio Assistenza conosce i prodotti del marchio come le sue tasche.

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È presente naturalmente anche il capo dell’azienda Werner Riethmann, che conosce di persona uno a uno gli atleti. Dopo tutto, è lui che decide quali imprese sportive straor­dinarie spon­sorizzare con il marchio LOWA e quali atleti mettere sotto contratto nel team LOWA PRO. Ma il team LOWA PRO non significa solo sostegno economico e materiale, ma anche collaborazione profes­sionale. E questo meeting rientra a pieno titolo in questa collaborazione.

Domande e risposte

Werner Riethmann e il team di sviluppo LOWA sono soprattutto interessati a porre domande e ad ascoltare le risposte. Tuttavia, il capo dell’azienda mette subito in chiaro che non tutte le richieste degli atleti potranno essere recepite diret­tamente in un prodotto. L’obiettivo prin­cipale è pur sempre quello di mettere sul mercato prodotti commer­ciabili. Perché è di questo che vive l’azienda ed è grazie a questo che ci si può permettere l’”hobby” dello sport estremo.

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Quindi si entra subito nel vivo. Alex Nicolai e gli atleti arrivano rapidamente al punto: il feedback sui prodotti. I riflettori sono puntati ovviamente sui modelli Pro EXPEDITION 8000 EVO RD ed EXPEDITION 6000 EVO RD, LATOK e ICE COMP. Il team di sviluppo ascolta con la massima attenzione i resoconti degli atleti. Ogni elogio o proposta di miglioramento viene annotata puntigliosamente. Gli atleti discutono fittamente tra di loro. Appare subito evidente che gli specialisti dell’ar­ram­picata su ghiaccio hanno priorità in parte divergenti da quelle della frazione dei rocciatori e alpinisti. “Non si può avere tutto” obietta a un certo punto Arthur Kudelka. E Alex Nicolai precisa il concetto dicendo che per alcuni dei punti ci sono semplicemente dei limiti costruttivi.

Ogni dettaglio ha la sua importanza

Si vede comunque che questi atleti profes­sionisti conoscono a fondo i prodotti e analizzano e soppesano ogni più piccolo dettaglio. Gli svilup­patori annuiscono continuamente, prendono appunti e commentando sottovoce tra di loro ciò che viene detto. Indub­biamente è già iniziato qui un intenso processo di analisi e rielaborazione.

Immagine con EXPEDITION 8000 EVO RD, Ralf Dujmovits Fotos unterwegs
EXPEDITION 8000 EVO RD

« Per me è il modello più caldo tra le scarpe pensate per affrontare gli ottomila. Un modello speciale, ottimizzato nel corso di tanti anni di sviluppo, per affrontare il monte Denali o una spedizione nell’An­tartide. »

Ralf Dujmovits | LOWA PRO Team

Mt. Everest, Nepal, Tibet
EXPEDITION 6000 EVO RD

« Un compagno ideale per affrontare tutti i cinquemila e i seimila. Una scarpa leggera, calda e precisa che dimostra di avere stoffa da vendere anche quando le chiedo l’im­pos­sibile. »

Luis Stitzinger | LOWA PRO Team

Il giro di valutazioni si trasforma in una discussione costruttiva in merito all’ot­timiz­zazione di singole carat­teristiche e singoli modelli. Gli atleti non sono avari di elogi. “Le scarpe vanno già molto bene”, commenta più volte Hans Kammer­lander col suo modo riflessivo. Tuttavia, la richiesta di ridurre il peso è una costante che punteggia tutta la discussione sui modelli Pro. Si tratta di un argomento chiave per gli atleti, “premesso che non deve andare a discapito né della qualità né dell’af­fidabilità né dell’isolamento” puntualizza Rudi Hauser. Gli alpinisti avanzano alcune proposte di migliorie e inter­rogano Alex Nicolai e il suo team circa la fattibilità. È una discussione alla pari. Entrambe le parti riconoscono di avere innegabilmente a che fare con dei profes­sionisti.

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David Göttler riferisce ai presenti di aver impiegato durante l’estate precedente una scarpa realizzata appositamente per lui; costruita a mano dal model­latore e non ancora entrata in produzione. Ne è assolutamente entusiasta, ma ha un paio di piccole migliorie da proporre e fa vedere la scarpa al gruppo di esperti di Jetzendorf. Anche in questo caso approvazione generale e commenti entusiastici. “Manca proprio una scarpa così nella collezione”, afferma Ines Papert e tutti i membri del team LOWA PRO concordano con lei.

Si discute già ogni minimo dettaglio costruttivo fino alle proposte di design. A questo punto inter­vengono Alex Nicolai e Werner Riethmann per richiamare l’at­tenzione sugli aspetti commerciali. Alla fine del giorno una decisione è presa: per lo sviluppo di questa nuova scarpa sarà costituito un gruppo di progetto. L’idea sviluppata sulla base del giro di feedback sarà realizzata forse addirittura con due modelli: una versione Pro molto particolare, in cui una parte importante della lavorazione sarà eseguita a mano, e una versione destinata a un target più ampio per il normale appas­sionato di alpinismo, che poi potrà essere prodotta in serie.

Dal tecnigrafo allo sviluppo

Ancora una volta appare chiaro come sia vantaggioso per un’azienda disporre da un lato di canali decisionali brevi e, dall’altro, poter contare anche su propri model­latori qualificati, calzolai profes­sionali e macchinari adeguati diret­tamente sul posto.

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Il nuovo modello non è l’unico risultato concreto di questa giornata. Il team di sviluppo torna ai propri uffici e laboratori con alcuni compiti precisi da svolgere: si tratta in concreto di ridurre il peso e di rinforzare il materiale in alcuni punti nevralgici che si sono palesati nell’impiego estremo. Si può anche perdere qualche grammo in qualche punto, perché si è visto che non è un dramma rinunciare a singoli dettagli, dato che in alcune zone della scarpa non è comparsa alcuna usura nemmeno nelle condizioni più dure.

Inversione di ruoli

Tocca ora agli atleti stare ad ascoltare. Alex Nicolai presenta al team PRO un nuovo progetto, sul quale sta lavorando l’azienda. È la visione di una nuova scarpa da alpinismo. Tutto è stato ripensato: vestibilità, struttura della suola, ammor­tiz­zazione, suola, protezione, estetica, peso. Solo il DNA di LOWA non deve essere messo in discussione. Il team PRO si mostra fortemente colpito. In questa visione, già concretizzata in un primo prototipo, gli atleti vedono realizzate molte delle loro richieste.

Alex Nicolai ha invitato gli atleti profes­sionisti a collaborare anche a questo ulteriore sviluppo, esprimendo le loro idee e i loro pensieri. Il brillare degli occhi delle star dell’al­pinismo sono il segno inequivocabile che sono ben contenti di farlo.

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Un’es­perienza positiva da ripetere

In futuro questo meeting dovrà diventare un appun­tamento fisso. LOWA ha tutte le intenzioni di sfruttare maggiormente il know-how del suo team PRO. Facendosi portavoce di tutti gli atleti, Stefan Glowacz dichiara:

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« Noi atleti del team PRO desideriamo in futuro essere coinvolti ancora di più nei progetti LOWA e impegnarci ancora di più come ambasciatori di LOWA. »

Stefan Glowacz | LOWA PRO Team

Ci tengono davvero tanto a contrac­cambiare a un livello maggiore l’azienda e Werner Riethmann che consentono agli atleti di vivere i loro sogni. Sogni che, in ultima analisi, si ritrovano anche nelle scarpe LOWA. Ciò che serve agli alpinisti profes­sionisti per le loro imprese viene infatti implementato in un secondo tempo anche nei modelli per i normali appas­sionati di outdoor e alpinismo. Questo in fondo è il vero senso di un team PRO.