LOWA PRO Team Luis Stitzinger

Insieme a LOWA sulle montagne più alte del mondo

Luis Stitzinger, guida alpina e di sci abilitata, è nato nel 1968 a Füssen (Algovia) ed è di casa in montagna fin da quando era bambino. Da diversi anni è uno degli alpinisti d’alta quota più attivi della Germania. Oltre a diversi seimila e settemila, finora ha affrontato con successo nove ottomila senza ossigeno artificiale, di cui sei in compagnia di Alix von Melle, sua moglie e lei stessa membro del team LOWA PRO.

Ma è diventato famoso nel mondo degli sport di montagna soprattutto per le sue spet­tacolari discese con gli sci dalle vette più alte del mondo. Ricordiamo tra le altre: Gasherbrum II 8.035m, Nanga Parbat 8.125 m, Broad Peak 8.051 m, K2 8.611 m, Manaslu 8.163 m, Shisha Pangma 8.027m e Pik Lenin 7.134m (parete nord) che è riuscito a percorrere in maniera completa o parziale.

Ogni anno Alix von Melle e Luis Stitzinger organizzano presen­tazioni con diapositive in tutta la Germania. Nel 2015 è uscito il loro libro « Leiden­schaft Leben – Gemeinsam auf die höchsten Berge der Welt » (Passione per la vita: insieme sulle montagne più alte del mondo), in cui raccontano le avventure che hanno vissuto insieme come coppia di alpinisti.

Fatti e dati

Data di nascita:
16.12.1968
Luogo di nascita:
Füssen
Paese d’origine:
Füssen
Professione:
Guida alpina e sciistica abilitata
Punto d’ar­ram­picata preferito:
Tann­heimer mountain, Wetterstein
Montagna locale:
Säuling
Altezza:
1,60 m
Peso:
60 kg

Luis Stitzinger,
Come sei arrivato allo sport alpino e perché l’hai scelto?

« Si può quasi dire che non avessi altra scelta – sono cresciuto nell’area di Füssen, ai margini delle Alpi dell’Am­mergau. Mio padre è una guida alpina e anche mia madre ha un rapporto molto profondo con le montagne. Fin dalla prima infanzia, io e i miei fratelli abbiamo sempre trascorso il tempo libero praticando l’al­pinismo, l’ar­ram­picata o lo sci. Scherzi a parte, ho provato molti altri sport, ma alla fine sono sempre tornato agli sport alpini. Non c’è niente in grado di darmi tanto quanto una giornata in montagna e nella natura. »

Mt. Everest, Nepal, Tibet

Come si fa a trovare la giusta motivazione ad allenarsi?

« Considerandolo non come una fatica, ma come una ricompensa. Andare a fare una corsa pomeridiana dopo una giornata di lavoro alla mia scrivania è qualcosa che semplicemente non vedo l’ora di poter fare. Naturalmente ci sono deter­minate condizioni che devono essere soddisfatte. Se ad esempio dovessi andare in palestra ad allenarmi, allora sì che mi sembrerebbe una punizione. Bisogna semplicemente scoprire cos’è che ci motiva. Io ho bisogno della natura, dei paesaggi e di stare all’aperto. Naturalmente ci sono anche giorni in cui non ho nessunissima voglia di muovermi. In quei casi cerco di ricom­pensarmi in un altro modo per essere comunque andato ad allenarmi. »

Cosa porti sempre con te nelle tue spedizioni? A cosa non potresti mai rinunciare?

« In tour ho sempre bisogno della mia scorta di libri. Mi aiutano a staccare la spina e a pensare ad altro. Per questo i libri sulla montagna sono tabù, non potrei mai leggere un libro di alpinismo durante una spedizione. Romanzi, gialli o storie che mi tras­portano in altri mondi, dove non ci sono valanghe, cadute di massi o crepacci, mi aiutano a mantenere il mio equilibrio interiore. »

Per cosa sei particolarmente grato?

« Per i miei genitori e la mia famiglia, che non hanno mai cercato di limitarmi. E per aver conosciuto mia moglie Alix, senza la quale tutto sarebbe divertente solo la metà. »

In che modo ti godi di più la vita rispetto forse ad altri?

« È arrivato un momento in cui ho avuto il coraggio di prendere la mia vita tra le mani e non mi sono più concentrato solo su ciò che mi sembrava respon­sabile, coerente o promettente. Non è stato molto tempo fa. Da allora mi sono reso conto di aver usato molte energie per cose di cui non ho bisogno per vivere. »

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